La rivoluzione delle macchine per la lavorazione del legno: un nuovo metodo di lavoro

PAROLE D’ORDINE: INVESTIRE NELLE TECNOLOGIE. I CENTRI DI LAVORO SONO I NUOVI PROTAGONISTI.

Acimall, Associazione costruttori italiani macchine e accessori per la lavorazione del legno, nei primi mesi del 2018, ha divulgato i dati del preconsultivo 2017 sull’andamento del settore delle tecnologie per il legno, confermando la grande rivoluzione di questo settore negli ultimi 5 anni.

L’occasione è sempre gradita per fare un bilancio di quello che è stato e di quello che potrà essere in futuro, avendo un’ottima prospettiva di ulteriore crescita data dai promettenti dati raccolti e dai riscontri sempre più favorevoli ottenuti dai centri di lavoro, protagonisti assoluti di questa importante rivoluzione di settore.

I dati diffusi riguardano l’intero comparto, non solo il settore dei serramenti, che in ogni modo, incide per circa il 30%.

Secondo i numeri del 2017, dichiara Acimall, è stato raggiunto un valore della produzione pari a 2,29 miliardi di euro, l’11,6% in più rispetto all’anno precedente. Ottimo anche l’andamento delle esportazioni, che si sono attestate a 1,6 miliardi di euro, il 7,1% in più rispetto al 2016. Fra i migliori clienti, gli Stati Uniti, che hanno comperato tecnologie italiane per il legno per un valore pari a 165,5 milioni di euro, seguiti dalla Germania (105,8 milioni), dalla Polonia (102,4 milioni) e dalla Francia (92,5 milioni). In aumento anche il valore delle importazioni (199 milioni di euro, più 10% rispetto all’anno precedente).

Anche il mercato interno prosegue sulla strada della crescita, forte dei provvedimenti di sostegno all’investimento varati negli ultimi anni dal Governo italiano, con chiare previsioni di ulteriori progressi nel breve e medio periodo: nel 2016 i “consumatori” italiani di macchine per il legno hanno investito 743 milioni di euro, diventati 894 (140 milioni in più) nel 2017 e tutto sembra indicare che il 2018 possa vedere un mercato interno vicino al miliardo di euro, il nuovo record dopo i 900 milioni del 2001.

Tutto questo, come anticipato, va interpretato seguendo l’itinerario rivoluzionario che il settore sta compiendo negli ultimi anni. E questa rivoluzione abbraccia l’intero settore, indipendentemente dalla scala dell’azienda: tanto i piccoli artigiani, i falegnami quanto le filiere dedicate a produzioni incessanti. Tutti i soggetti partecipanti hanno vissuto una radicale trasformazione nei metodi di lavoro, giungendo tutti alla medesima meta: i centri di lavoro.

Le cause principali che hanno fomentato questa rivoluzione sono:

  • la richiesta, sempre crescente, di avere la possibilità di produrre diversificando, personalizzando e rispondendo ad esigenze sempre più specifiche;
  • la contrazione del mercato, che ha obbligato le aziende a ridimensionarsi, ottimizzando di fatto la filiera.

Ed ecco quindi come, in risposta a questi due fattori reali e determinanti, il settore delle macchine per la lavorazione del legno ha visto una crescita esponenziale della domanda per i centri di lavoro.

Un centro di lavoro è una macchina per la lavorazione del legno molto versatile, in grado di garantire totale flessibilità tanto nella programmazione, quanto nella tipologia di lavorazione di
questo prezioso materiale. Segare, forare, fresare ed incollare non sono più operazioni che necessitano di un proprio macchinario o di una specifica manovalanza, ma sono operazioni che possono essere realizzate in successione utilizzando un unico macchinario.

Dario Corbetta, direttore di Acimall, così fotografa il quadro della situazione: “Prima l’artigiano poteva e doveva fare tutto da solo. Magari ci metteva una settimana per portare a compimento un serramento ma se ne occupava in ogni dettaglio. Ora, invece, la macchina si occupa di ogni fase, in tempi rapidi, e permette anche di passare da un serramento all’altro, da uno stile all’alto, semplicemente premendo un bottone”. E continua: “oggi c’è una flessibilità che, nel passato, avrebbe richiesto specifiche manualità per ogni passaggio e continui cambi di frese, colonne utensili“.

Tutto il settore quindi, dalle piccole falegnamerie alle grandi aziende, è completamente trasformato nel proprio metodo di lavoro accogliendo l’imperativo che investire nella tecnologia è l’unico modo per rimanere sul mercato.

Altri due aspetti fondamentali hanno agevolato questa rivoluzione di metodo. Il primo interessa i prezzi dei centri di lavoro che, solo fino a qualche anno fa, obbligavano ad affrontare investimenti importanti a sette cifre. Ora invece sono diventati molto più accessibili e il mercato presenta anche molte varianti entry level con costi più contenuti, fino ad arrivare ad esemplari molto più complessi ed onerosi.

Il secondo aspetto riguarda le agevolazioni fiscali che hanno interessato principalmente la falegnameria, permettendo ai piccoli produttori di avvicinarsi alla tecnologia.

La sinergia di tutti questi aspetti, unita alla tradizionale professionalità delle aziende produttrici italiane, ha permesso al settore delle macchine per la lavorazione del legno di tornare alle cifre del periodo pre-crisi e di collezionare numeri incoraggianti per il prossimo futuro.

Sempre Acimall, nel suo preconsuntivo 2017 prospetta un futuro roseo: il quarto trimestre 2017 si è chiuso con una crescita degli ordini del 36,8 per cento rispetto all’analogo trimestre 2016 (era il 42,9 per cento nel periodo luglio-agosto, sempre confrontando il trimestre con lo stesso periodo dell’anno precedente). Un dato che è la sintesi dei risultati conseguiti dalle commesse in arrivo dall’estero, cresciute del 35,2 per cento (il 51,5 nel trimestre precedente) e dell’ottimo andamento della domanda italiana, che si attesa a quota più 49,5 per cento rispetto al periodo ottobre-dicembre 2016 (era il 19,7 nel secondo trimestre).

Ancora Dario Corbetta commenta così i dati divulgati: “E’ indubbio che gli utilizzatori italiani siano oramai nel pieno di un clima di maggior fiducia e che questo, unitamente agli interventi di sostegno statali, stiano generando una robusta domanda, superiore anche alle più rosee aspettative”. Ed aggiunge: “Risultati che non sono solo motivi di ovvia soddisfazione per i costruttori di tecnologie, ma che preludono a una crescita di competitività dell’intero sistema: il settore del legno e dell’arredo negli scorsi anni ha dovuto affrontare una stagione estremamente complessa, riducendo al minimo ogni investimento. Dotarsi oggi di tecnologie più innovative e aggiornate significa poter disporre di strumenti più efficaci e performanti, produrre di più e meglio in piena ottica Industria 4.0”.

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