Smart factory – Dossier industria macchine per il legno Impianti versione 4.0 per porte e finestre

Il focus della produzione di Working Process è dedicato alle macchine e linee a controllo numerico per la lavorazione di infissi in legno massello. Le strategie per affrontare una rivoluzione tecnologica a cui non si può rinunciare

Working Process, azienda specializzata nella progettazione e costruzione di macchine per la lavorazione del legno,  si  sviluppa su 40.000 m2 di superfice di cui 10.000 coperti. Occupa 48 addetti e i mercati di riferimento sono i principali Paesi europei. Ma non solo, l’impresa emiliana ha impianti di produzione venduti in altri Paesi: dall’America all’Australia. Per la distribuzione dei propri prodotti Working Process si avvale del supporto di agenti e rivenditori locali. Il focus della produzione è dedicato alle macchine e linee a controllo numerico per la lavorazione di infissi in legno come porte e finestre in massello. L’impresa inizia la propria attività nel 2000 con una missione ben definita: quella di rivoluzionare le metodologie di lavorazione degli infissi in legno e delle porte. Attraverso la costante evoluzione dello schema ‘prodotto, processo, concetto’. Per conoscere meglio l’organizzazione di Working Process, abbiamo incontrato il direttore marketing, Paolo Perservati dell’azienda di Niviano di Rivergaro (PC).

Prodotti made in Italy

“Facciamo meccatronica – ha esordito Perservati – progettiamo e sviluppiamo sia la parte meccanica dei nostri macchinari, sia la parte informatica, logica e quella di supervisione. Sfruttiamo la conoscenza globale e utilizziamo in maniera creativa tutto quello che c’è di meglio in termini di tecnologie dei materiali, software, componenti elettronici e meccanici. Ciò ci permette di creare soluzioni d’avanguardia per i nostri partner e permettere loro di sviluppare dei veri vantaggi competitivi nei confronti dei propri concorrenti”. Oggi nel mondo della lavorazione del legno, in tutti i suoi aspetti, è di fondamentale importanza l’utilizzo di nuovi materiali che uniti al legno creano vere e proprie opere d’arte. Il recente Salone del mobile di Milano e la Design Week, dello scorso aprile, hanno sottolineato questo trend. Ecco allora che anche le moderne macchine per la lavorazione del legno devono tenere conto di molteplici necessità, per soddisfare il gusto dei produttori e di conseguenza dei consumatori. Tutto inizia da un buon progetto. “La forma segue la funzione – prosegue Perservati -: il nostro design è in funzione all’ottimizzazione del processo e alla facilità di lavoro per l’operatore nelle varie fasi del processo produttivo.

La costruzione di macchinari e impianti destinati ai settori produttivi è il cuore del made in Italy, senza dimenticare moda e cibo. “La nostra attenzione è puntata soprattutto sulla qualità del prodotto e sulle possibilità di personalizzazione, due ambiti in cui la creatività e il know-how italiani non hanno pari al mondo”. E ha proseguito: “Ci piace consegnare rigorosamente quanto promesso. Ma il nostro lavoro non finisce con la consegna e il collaudo dell’impianto. La qualità dei processi è molto di più della qualità dei prodotti. Abbiamo creato un sistema virtuoso nella gestione del progetto che inizia dall’acquisizione della commessa fino al collaudo degli impianti”.

Hi-tech, ma di facile gestione

In Working Process il processo di sviluppo di un’idea è condivisa con l’utilizzatore in una sorta di co-engineering. L’innovazione sempre più spinta dei sistemi di produzione, non è solo legata al progresso tecnologico, ma anche la presenza di tecnici in grado di assorbire le richieste degli utilizzatori e trasformarle in progetti concreti. “Per costruire una macchina per fare finestre e porte devi conoscere molto bene il prodotto finale, – commenta Perservati -. Tutte le sue attuali complessità, ma anche le evoluzioni future, ecco perché siamo sempre in stretto contatto con gli attori del mercato:  utensilieri, software house, sistemisti, produttori di ferramenta e altri componenti ormai parte integranti della finestra”. Lo studio dell’architettura della macchina viene fatto seguendo i crismi della meccanica evoluta è utilizzato il sistema di progettazione CAD 3D, Catia V5 che permette ai progettisti di eseguire analisi strutturali FEM. Per quanto riguarda l’interazione, e i sistemi di interfaccia uomo/macchina, l’azienda adotta tecnologie di ultima generazione in grado di rendere semplice l’utilizzo del centro di lavorazione o intere linee produttive. Anche il carico e lo scarico della macchine è studiato in modo ergonomico al fine di facilitare gli operatori. Infine, ma non per questo meno importante i sistemi Working Process prevedono il monitoraggio da remoto, sia per la manutenzione preventiva sia per il governo della macchina.

Come già accennato nell’ufficio tecnico dell’impresa, Catia V5 è il principale software di progettazione 3D CAD parametrico realizzato da Dassault Systemes, dotato di interfaccia semplice da utilizzare per qualsiasi tipologia di utente, ha sostenuto Perservati. “Di conseguenza è una soluzione adeguata per la realizzazione di macchine e sistemi complessi. Esso è in grado di coprire l’intero processo di sviluppo dei prodotti: dall’ideazione alla sua creazione e messa in esercizio, in modo pienamente integrato e associativo”. Anche in produzione e in pre assemblaggio l’azienda utilizza postazioni Catia V5, che permettono agli addetti al montaggio di consultare i disegni 3D delle macchine e comprendere le fasi di montaggio. Inoltre, tutti i disegni sono sempre aggiornati con l’ultima revisione dell’ufficio tecnico. Un vantaggio notevole poiché i vari dipartimenti operano con l’ultima versione del progetto evitando errori o ripresa di lavori già eseguiti. “Facendo produzione su commesse, acquisire in modo corretto e aggiornato il livello di personalizzazione e un plus valore che diamo al nostro cliente in questa ottica essere sempre aggiornati al minuto diviene imprescindibile”, ha sottolineato Perservati.

Le richieste degli utenti

La meccanica strumentale si è evoluta molto in questi ultimi anni. L’avvento dell’automazione spinta, il paradigma industria 4.0 e la continua necessità di formazione degli operatori, hanno imposto la necessità di progettare macchine e impianti di qualità. Oggi il prezzo, in genere, non è il parametro più importante al quale guardano gli acquirenti. Sicuramente i parametri tecnologici, di risparmio energetico e facilità d’uso sono quelli più interessanti. Per esempio grazie a un’interfaccia user friendly l’operatore visualizza i dati macchina in modo semplice e intuitivo; i  touch screen sia per la parte di supervisore sia per il PLC macchina sono ormai largamente diffusi. Gli operatori vengono formati all’utilizzo software CAD/CAM ancora prima che la macchina sia meccanicamente pronta,  una volta allestita la macchina inizia il training al suo utilizzo. Inoltre, grazie ai moderni sistemi di progettazione si sono ridotti i tempi disviluppo di un nuovo prodotto e diminuito il time to market.

Ecco allora che in Working Process la progettazione e la produzione sono in armonia. “Abbiamo deciso, già da anni, -sottolinea Schegginetti – di dotare la produzione di workstation portatiti tramite le quali, i tecnici, possono accedere direttamente ai disegni al fine di visionarli, così possono vedere l’elemento che dovranno creare/assemblare.  Entro dieci mesi tutta l’azienda, e intendo ogni singolo dipartimento sarà dotato di un nuovo gestionale per essere totalmente interconnessi, dalla produzione al marketing, avremo un database unico ovviamente avremo anche un PLM di ultima generazione”. I benefici, saranno molteplici, si potrà lavorare meglio e ci saranno meno possibilità di commettere errori o usare dati non aggiornati.

Manifatturiero avanzato

Per concludere quali vantaggi secondo il paradigma di industria 4.0? “L’industria 4.0 passa per il concetto di smart factory, che in Working Process si compone di tre parti – conclude Perservati -. La smart production che è l’integrazione di nuove tecnologie produttive. Esse creano collaborazione tra tutti gli elementi presenti nella produzione ovvero collaborazione tra operatore, macchine e strumenti. Il primo beneficio è immediatamente visibile per l’utilizzatore, in quanto ha flussi armonici di interazione uomo macchina e tra la macchina e l’azienda. Lo smart service, invece, comprende tutte le ‘infrastrutture informatiche’ e tecniche che permettono di integrare i sistemi; ma anche tutte le strutture che permettono, in modo collaborativo, di integrare le aziende fornitore – cliente, grazie al costante monitoraggio e alla connessione delle nostre macchine operative nel mondo. Siamo sempre al fianco dell’utente e possiamo anticipare e prevenire eventuali fermi macchina di lungo periodo. Conoscere lo stato della macchina o della linea di produzione è fondamentale per tutto il service preventivo. Infine, la smart energy è l’attenzione ai consumi energetici, creando sistemi con prestazioni migliori, riducendo gli sprechi di energia secondo i paradigmi tipici della sostenibilità”. I centri di lavoro di Working Process utilizzano specifici  moduli Siemens per il recupero dell’energia in rete, i consumi sono davvero limitatissimi e l’energia viene inviata solo dove serve. In funzione delle lavorazioni tenonature, profilature, ecc. è possibile controllare l’apertura o la chiusura delle bocche di aspirazione in modo continuo. Cosa dire. Il manifatturiero basato sulla conoscenza diventerà la base della nuova economia e della nuova manifattura. Si tratta di una catena del valore importante che inizia dalla ricerca e lo sviluppo, il design, fino alla progettazione, il marketing e la logistica. Insomma, si tratta di dare valore alla manifattura in un particolare momento di evoluzione dell’industria italiana.

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